“C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. (…) Un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge.Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissutoAccelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsiDa qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo. (…) Il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria;il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.”
(Milan Kundera)
“Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perche’ andare a piedi e’ sfogliare il libro e invece correre e’ guardarne solo la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l’anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada.Bisogna imparare a star da se’ e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.Andare lenti e’ incontrare cani senza travolgerli, e’ dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, e’ trovare una panchina, e’ portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo.E’ suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volonta’, ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.”
(Franco Cassano)
belle, grazie